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“porta aperta, porta chiusa” di Ingrid Lausund

È disponibile la traduzione italiana di porta aperta, porta chiusa di Ingrid Lausund.

 

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Personaggi
1D; 2U

 

Il conflitto è chiaro, la porta è chiusa.

 


Quella porta, che fino a un attimo prima era aperta di fronte alla cinquantenne Anneliz, improvvisamente le viene sbattuta in faccia. La donna tenta in tutti i modi di rientrare, di tornare a far parte di una società che fino a quel momento aveva data per scontata, ma che in fondo così scontata per molti non è.

Davanti a quella porta chiusa inizia il dramma dell’esclusione di Anneliz, la quale, nel corso dei successivi cinque atti, vive tutte le fasi del suo lutto: lo scetticismo (“Deve trattarsi di un errore imbarazzante”), il panico (“Si prega di attendere”), l’ottimismo (“Con il mio curriculum troverò subito qualcos’altro”), l’automotivazione (fare jogging), la disperazione (“Non ho nemmeno i soldi per il mio funerale”) e infine l’accettazione.

 

Ad accompagnarla nella sua tragedia c’è una porta ostinatamente chiusa, Meyer, e il coro, ridotto a un unico attore per via dei tagli, che brechtianamente entra ed esce dalla vicenda, talvolta introducendo e commentando gli avvenimenti, talvolta interpretando gli interlocutori della protagonista.

 

Anneliz è vittima del caso cieco e nemmeno la porta e il coro possono fare niente per aiutarla, se non alzare le spalle e, come lei, arrendersi. Una pièce divertente, rabbiosa e amara.

 

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Cogliamo l’occasione per ricordarvi che dell’autrice sono disponibili anche altre opere in lingua originale e in traduzione inglese.

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